Risarcimento danno da paralisi nervo facciale

aaaa_Paralisi-nervo-facciale-620x290Danno da paralisi nervo facciale – La paralisi del nervo facciale è una patologia che interessa un solo lato del volto e dalla quale più del 75% dei pazienti guarisce perfettamente. La causa più accreditata legata alla paralisi facciale è dovuta alla presenza nel paziente del virus dell’Herpes Simplex, lo stesso che causa l’herpes labiale sul volto e le sue fastidiosissime e note vescicole. Si tratta di una paralisi legata ad un processo infiammatorio e, il più delle volte, è temporanea.

Le altre cause che possono avere come conseguenza lo sviluppo di una paralisi facciale sono di tipo congenito, tumorale, o traumatico. Infine vanno ricordate le cause di tipo iatrogeno, cioè quelle che insorgono come diretta conseguenza di interventi di chirurgia a carico dell’orecchio medio o di quello interno, della parotide e della base del cranio.

Le paralisi di tipo iatrogeno sono particolarmente diffuse nei casi in cui l’intervento chirurgico è complesso ed interessa in maniera sostanziosa il nervo facciale, procurando problemi funzionali, estetici e, di conseguenza, anche psicologici. La muscolatura del volto è costantemente alterata e questo comporta una serie di problematiche legate alla mimica e alla formulazione delle emozioni. I problemi di carattere funzionale interessano in particolar modo l’occhio, che non riesce ad essere adeguatamente lubrificato, in quanto le palpebre perdono gradualmente la loro compattezza. Inoltre il paziente presenta un eloquio difficoltoso, legato alla perdita di tono dei tessuti delle guance ed alla difficoltà respiratoria dovuta al collasso mediale dell’ala nasale.

Le cause iatrogene collegate direttamente alla comparsa di una paralisi facciale sono dovute essenzialmente alle lesioni da sezione o da danno diretto, ai meccanismi di trazione e di pressione, alle complicazioni degli interventi come gli ematomi o gli edemi, ed alla cattiva vigilanza anestesiologica. Si tratta, quindi, di lesioni perioperative, in quanto l’insorgenza della patologia può verificarsi prima, durante o dopo la permanenza in sala operatoria e può essere dovuta ad un errore commesso dai differenti attori intervenuti: paramedici, anestesisti, chirurghi, ecc…

Trattandosi di una patologia che non può essere prevista, è difficile fare una stima, seppur approssimativa, dell’incidenza di tale fenomeno: nel complesso il rischio causato ai tratti nervosi periferici nei pazienti soggetti ad operazione chirurgica si aggira intorno allo 0,1 o 0,2%. Tra i nervi più coinvolti nelle lesioni iatrogene troviamo: il radiale superficiale, il nervo accessorio spinale, il peroneo comune ed il nervo mediano; a questi si va a sommare una serie di rami nervosi meno conosciuti, ma parimenti coinvolti.

L’EMG è lo studio diagnostico più idoneo ad evidenziare lesioni di questo tipo e, in collaborazione con gli studi di conduzione, è in grado di valutare in maniera piuttosto precisa la natura del danno, evidenziando la presenza di fenomeni di re-innervazione muscolare, con largo anticipo rispetto all’esame neurologico su una contrazione muscolare apparente.

Generalmente le paralisi facciali dovute ad una causa iatrogena sono diagnosticate tempestivamente, permettendo un intervento immediato, capace di fornire una maggiore percentuale di successo. Un intervento tempestivo evita il ricorso alla chirurgia dilazionata addizionale e limita i tempi in cui i muscoli interessati rimangono denervati, aumentando esponenzialmente le possibilità di guarigione, altrimenti piuttosto esigue. Talvolta, però, tali riscontri vengono effettuati con un notevole ritardo, oltre il tempo ottimale di intervento.