Risarcimento danno odontoiatrico

Danno-odontoiatrico-200x110Risarcimento danno odontoiatrico – Affidare ad un esperto la prevenzione, la diagnosi e la cura delle patologie che possono colpire la bocca è essenziale per la tutela della nostra salute. L’odontoiatria è quella branca della scienza medica che si occupa della terapia di tutti i disturbi che colpiscono i denti, le mandibole e le gengive, e l’odontoiatra è lo specialista in questo settore.
Come spesso capita in ambiti in cui sono richieste notevoli conoscenze e capacità tecniche, però, non sempre le cure sortiscono gli effetti sperati. A fronte di spese mediche ingenti, di prolungate assenze lavorative dovute all’afflizione dello stato di salute e di diminuzioni -spesso irreparabili- del proprio benessere, le conseguenze negative di una cura potrebbero essere molte e avere un forte impatto nella vita del paziente.
Quando il danno sia dovuto a cattive scelte terapeutiche, ad errore nella fase di intervento o comunque a dimostrata imperizia o negligenza, il medico è esposto a responsabilità.

La responsabilità dell’odontoiatra si estende quindi a quei danni che il paziente subisca in seguito alle cure ricevute, purché si dimostri il nesso di causalità tra l’azione del medico e il danno provocato al paziente. Questo potrà avere, in primo luogo, natura di danno emergente. In questo caso potranno essere compresi i risarcimenti delle spese mediche, come la restituzione della parcella già pagata e il rimborso delle spese mediche necessarie a fare fronte al problema di salute irrisolto o -peggio- aggravato. A questi risarcimenti, sempre nell’ambito dei danni patrimoniali, potranno poi sommarsi quelli da cosiddetto lucro cessante, consistenti in tutti quei guadagni che si sarebbero potuti maturare in assenza dell’impedimento provocato dalla patologia aggravata o non curata. Appartengono a questa categoria, per esempio, le perdite maturate per i giorni di prolungata assenza lavorativa.
La responsabilità da danno odontoiatrico comprende, inoltre, anche il danno non patrimoniale. Questa categoria abbraccia oggi ogni genere di danno che non abbia natura strettamente economica -come ad esempio il danno biologico, quello estetico e quello morale- senza che sia più possibile esercitare delle distinzioni tra sottocategorie. Anche in questo caso sussiste in capo al paziente onere di allegazione e prova.

La casistica della giurisprudenza italiana in materia è particolarmente ricca, e dimostra come il contenzioso sia aumentato negli anni. Una sentenza del 2008 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha fatto luce su quali fossero gli estremi della risarcibilità del danno non patrimoniale, specificando che questo è risarcibile solo quando espressamente protetto da una norma -come nel caso in cui la fattispecie integri un reato- o quando venga leso un diritto protetto dalla Costituzione. Tutte le sentenze in materia di danno odontoiatrico successive al 2008, quindi, si uniformano al contenuto della decisione della Cassazione in materia di liquidazione del danno non patrimoniale.
Dalle sentenze emerge una casistica variegata, che comprende risarcimenti per danni insorti a seguito o durante interventi medici. Si sono conclusi, per esempio, con il riconoscimento di responsabilità da parte del professionista episodi di ingestione accidentale di apparecchi medici, ai quali si è dovuto porre rimedio con interventi chirurgici urgenti. Sono state spesso riconosciute come fonte di responsabilità anche pratiche viziate da imperizia che hanno condotto a difficoltà nella masticazione, lesione del trigemino o forme di invalidità più o meno lievi.