Risarcimento danno oncologico

aaa danno oncologico_immagineIl danno oncologico – Si parla di 90 decessi al giorno imputabili a errori medici e l’oncologia, fra le varie specialità colpevoli di danneggiare i propri pazienti, è responsabile del 13% di questi errori, preceduta solo da ortopedia.
Questo, almeno, stando a quanto affermano gli esperti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica che hanno promosso un convegno sul tema arrivando a concludere che il numero più elevato di errori avviene in sala operatoria (32%), seguita a ruota dai reparti di degenza (28%), da quelli di urgenza (22) e dagli ambulatori (18).

Il danno oncologico.
Cifre meno dettagliate riguardano invece la tipologia degli errori più frequenti in oncologia (danno oncologico), anche se comunque un numero elevato è attribuibile alla confusione fra farmaci che hanno nomi fra loro simili, per esempio paraplatino, cisplatino e oxaliplatino.
Scambi di cartelle cliniche, o cartelle scritte in modo incomprensibile che conducono a errori di diagnosi e di cura sono spesso imputabili a un ambiente di lavoro caotico e mal organizzato, così come la confusione di esami prescritti, trattamenti radioterapici mal condotti che procurano ustioni, eccessi di radiografie spesso inutili, un dosaggio sbagliato in anestesia o una scarsissima attenzione al consenso informato.
Prescrizioni che esulano dalle indicazioni terapeutiche o carenza nella valutazione dello stato dei pazienti possono portare problemi gravi, specialmente durante trattamenti chemioterapici dove alcuni dati relativi ai parametri vitali, alle allergie e alla tossicità della terapia stessa devono sempre venir riportati con precisione estrema e monitorati costantemente.
La cronaca denuncia per esempio il caso di una paziente oncologica in età piuttosto avanzata alla quale si è chiesto con insistenza di firmare un consenso informato per un trattamento chemioterapico sperimentale inadatto alle sue condizioni fisiche e che ha immediatamente prodotto gravi complicazioni emorragiche e il successivo decesso della paziente.
Sempre per quanto riguarda i farmaci, che in oncologia pare facciano più vittime degli incidenti stradali, danni di notevole gravità sono attribuibili anche alla mancanza di rispetto dei tempi di somministrazione e alla conservazione non corretta per quanto riguarda la temperatura o la mancanza di schermatura di farmaci fotosensibili.
Anche l’avvio ritardato di terapie conseguente a diagnosi sbagliate o la valutazione e il ritardo nel trattamento di eventi avversi hanno il loro peso.
In pratica il 50% degli errori in ambito oncologico riguarda proprio la fase prescrittiva a causa di anamnesi carenti se non addirittura inesistenti e la mancata prescrizione della terapia adeguata. Gli errori di trascrizione della terapia si attestano invece intorno al 14,5%. A questo proposito, proprio facendo riferimento agli errori in campo oncologico, il Ministero della Salute ha recentemente emesso un documento con indicazioni tecniche che richiamano alla responsabilità sulla preparazione dei farmaci oncologici che sempre, anche in caso di urgenza, spetta solo al farmacista e alla necessità di informatizzazione dei processi di prescrizione.