Tutelarsi in caso di malasanità: ecco come fare

Anche il medico può sbagliare, a volte con conseguenze gravi o irreparabili per il paziente. Per la persona danneggiata o per la sua famiglia invece l’errore più grande è rinunciare a richiedere un risarcimento. I casi della cosiddetta “malasanità” in cui vi sia un errore medico sono i più vari e possono avvenire in ogni fase dell’attività sanitaria, dalla diagnosi all’intervento chirurgico.

L’unico modo per tutelare se stessi e i propri familiari è rivolgersi a uno studio legale specializzato in materia.

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La prima cosa da sapere è che per richiedere un risarcimento per danni da errore medico ci sono 10 anni di prescrizione dall’ultimo certificato. La seconda è che in caso di riconoscimento della responsabilità da parte dell’operatore sanitario si ha diritto al rimborso di tutte le spese sostenute conseguenti al danno. Questo punto non è secondario, visto che spesso il danneggiato rinuncia alla richiesta danni per paura di dover sostenere costi legali onerosi e attraversare infinitelungaggini burocratiche.

In realtà, affidandosi ad un legale specializzato in materia, si possono ridurre sia i costi sia i tempi. Tuttavia, la condizione fondamentale è conservare tutta la documentazione sanitaria del caso in questione e le ricevute delle spese sostenute. In ogni caso per ottenere giustizia e un equo risarcimento, sia esso per via stragiudiziale o intentando causa al professionista o all’azienda sanitaria responsabile, soprattutto quando si abbia la certezza di essere stati danneggiati, è affidarsi ad uno studio prima di fare qualsiasi azione. Esso verificherà mediante consulenze medico legali la reale responsabilità medica. Nel caso sia necessario intentare una causa civile i tempi medi di attesa sono di tre anni. Nel caso in cui il danno sia particolarmente grave e derivante da azione delittuosa (negligenza, imprudenza, imperizia) che comporti responsabilità penali lo studio legale specializzato aiuterà anche ad avviare un’azione penale.